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L’ex Roberto Bergamaschi dona la sua preziosa maglia

“La dono al Museo con estremo piacere, mi rende felice”

Con queste parole Roberto Bergamaschi ci ha consegnato la sua maglia relativa alla stagione 1981-82 congiuntamente ad altri cimeli risalenti alle sue due esperienze nel Pisa.

Si è privato dei suoi ricordi materiali solo per il piacere di donarli al Museo e quindi di metterli a disposizione di tutti gli sportivi nerazzurri.

Persona squisita, gentile e soprattutto anche di parola in quanto promise questo materiale qualche mese fà.

Ripercorriamo nel profilo redatto dal nostro Senio Calvetti la carriera di Bergamaschi.

Roberto Bergamaschi nasce il 6 Settembre 1960 a Cassano d’Adda, provincia di Milano, cresce calcisticamente nelle giovani dell’Inter e nell’estate del 1979, la società meneghina, decide di lanciarlo nel grande calcio mandandolo in prestito in Serie B, al neo-promosso Pisa di Romeo Anconetani.

Il giovane Roberto conquista fin da subito la fiducia di Mr. Meciani e alla prima di campionato, fresco di diciannovesimo compleanno, è subito titolare nello 0 a 0 interno contro la Spal; centrocampista versatile e dinamico, dotato di grande senso tattico e di un piede decisamente educato, con la sua costanza di rendimento e grazie anche alla sua giovanissima età, è il secondo più giovane della rosa dopo il terzo portiere Marianelli, diventa ben presto uno dei beniamini dell’Arena.

Alla decima giornata realizza la sua prima rete fra i professionisti sbloccando al 73′ la gara contro il Palermo, vinta poi per 2 a 0. Al termine della stagione il Pisa riesce a conquistare una faticosa, ma meritata, salvezza, sulla panchina si sono alternati ben tre allenatori, ma Bergamaschi è stato costantemente nel giro dei titolari, collezionando complessivamente 33 presenze su 38 gare, impreziosite a 3 reti.

Nella stagione successiva, dopo esser tornato alla casa madre, viene girato in prestito al Brescia. Le rondinelle chiudono al quattordicesimo posto della Serie B, per Bergamaschi 26 presenze ed una rete. Nella stagione 1981/82 torna in prestito al Pisa, i nerazzurri, stavolta, puntano alla promozione e Roberto, notevolmente maturato, diventa una pedina fondamentale dello scacchiere di Aldo Agroppi. La stagione è delle migliori, sia per il Pisa che per Bergamaschi, e si conclude con una memorabile promozione in Serie A, con un Bergamaschi onnipresente, 36 presenze su 38, e autore di 3 gol in altrettante vittorie.

La splendida stagione all’ombra della Torre gli apre le porte della Milano nerazzurra e della Serie A e la stagione 1982/83 si conclude con 25 presenze e 2 reti nell’Inter di Rino Marchesi che chiude al terzo posto, dietro Roma e Juventus.

Nell’estate del 1983 si trasferisce al Genoa, col quale retrocede in Serie B insieme a Pisa e Catania, rimane in Liguria per un’altra stagione prima di trasferirsi al Cagliari, chiudendo il suo bilancio genoano con 50 presenze e due reti. Anche in terra sarda rimane per due stagioni, nella prima i rossoblu riescono a salvarsi per il rotto della cuffia; mentre nella seconda arriva l’amara retrocessione in Serie C, figlia anche dei 5 punti di penalizzazione inflitti ai sardi per la vicenda calcioscommesse.

Due stagioni a Brindisi in Serie C e nel 1989/90 il trasferimento alla neo-promossa Reggiana, con la quale ritrova la Serie B. Gli emiliani si rivelano fin da subito una terribile matricola e per due stagioni consecutive riescono a chiudere con un dignitosissimo settimo posto; il tabellino di Roberto Bergamaschi annovera 64 presenze e 7 reti nelle due stagioni emiliane sotto la guida di Giuseppe Marchioro.

Nel 1991 torna il Liguria, più precisamente all Spezia, dove rimane per due stagioni in altrettanti campionati di Serie C1; quindi una stagione nel CND con la maglia del Fanfulla, prima del suo ultimo campionato, quello datato 1994/95, dove torna a vestire la maglia dello Spezia nel campionato di Serie C1, 20 presenze ed una rete nella stagione chiusa dai bianchi all’ottavo posto del Girone A. Al termine del campionato, alle porte dei 35 anni, Roberto Bergamaschi, decide di ritirarsi calcio dopo più di 400 presenze fra i professionisti.

Grazie di cuore Roberto.

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