Campo Abetone

Ai nostri tempi si giocava solo per il sorriso della “bimba” innamorata che veniva all’Abetone, a sospirare su quella (spesso lisa e scolorita) maglia neroazzurra.

Beppe Chiellini (Astianatte)

Chi non ricorda la nostra gioia quando Enrico Canti ci mostrò, prima dell’inizio, l’incasso ottenuto alla prima partita all’Abetone: 5 Lire e 40 Centesimi!

Amaro contrasto con le cifre favolose di oggi, ma gioia giustificata in noi in quanto quella cifra dimostrava che il pubblico cominciava ad interessarsi al gioco, dato che prima di quel giorno eravamo oggetto di frizzi e motti mordaci che spesso sopportavamo con francescana rassegnazione…

Marino Scotti

Nel settembre del 1913 il Pisa si spostò di pochi metri nell’angusto Campo Abetone, situato dietro le mura della stessa Cittadella, dove conquistò tre titoli regionali consecutivi, dal 1915 al 1917. Il terreno di gioco, inaugurato ufficialmente il 4 novembre 1914 e tuttora esistente, deve il suo nome alla presenza di un grosso abete sul lato di Porta Nuova ma era già conosciuto come Campo Due Macelli perché posto in prossimità delle strutture comunali destinate alla macellazione di pecore e vitelli. Il campo, che già in origine presentava una piccola tribuna in cemento e la casetta per il custode, in passato è stato a lungo utilizzato dalla squadra per gli allenamenti infrasettimanali e per le gare delle formazioni giovanili, ospitando numerose altre squadre cittadine, tra cui – temporaneamente – l’US Tirrenia 1964, i ragazzi della società Freccia Azzurra, le formazioni universitarie e quelle della squadra femminile. Il Campo Abetone, uno dei terreni di gioco più vecchi in Italia, ha mantenuto il suo aspetto sobrio ed essenziale, arricchito nel corso degli anni soltanto dal muro di cinta (recentemente deturpato da miserabili graffiti permessi dall’amministrazione comunale) e dall’edificio che ospita gli spogliatoi. Tempo fa è emersa tuttavia la volontà di spostare le strutture sportive al quartiere CEP e di trasformare l’area in una zona di accoglienza per le migliaia di turisti che giornalmente visitano la vicina Piazza dei Miracoli e gli altri mille tesori del capoluogo toscano.